Esperienze di allevamento

Si inzia  dall’ acquisto dei pulli.

La prima cosa da verificare quando si acquista un canarino e' lo stato dell'animale e possibilmente anche quello delle gabbie dove il soggetto e' custodito.

L'osservazione va fatta da una certa distanza e per un giusto tempo, in modo che il canarino si possa abituare alla ns. presenza e tranquillizzandosi assuma una posizione naturale.

Andranno esclusi quei soggetti che presentano penne arruffate o appaiono gonfi, stato letargico o troppo tranquilli, segni che in genere indicano uno stato di malessere del soggetto.

Suggerirei anche di non acquistare se lo stato delle gabbie e' penoso in quanto, anche un breve soggiorno puo' essere fatale per il canarino ospitato.

Dopo averli acquistati inzia il momento della quarantena.

La quarantena e' un periodo di almeno 40 giorni (come indica la stessa parola) durante il quale il soggetto va tenuto in disparte in modo che eventuali malattie possano manifestarsi. In questo modo eviteremo il contagio di tutto il nostro allevamento.

Preferibilmente la gabbia per la quarantena va tenuta in un ambiente diverso da quello in cui ospitiamo gli altri canarini, in mancanza di spazzi, si consiglia di posizionare il nuovo soggetto nella gabbia piu’bassa rispetto alle altre.

Superata questa fase, I soggetti vanno alloggiati a seconda della stagione.

Se siamo in stagione invernale, avendo gabbie disponibili, si possono tenere I soggetti singolarmente, in mancanza e' possibile tenere I soggetti preferibilmente separati per sesso.

Se abbiamo gabbie a sufficienza possiamo tenere I maschi singolarmente in modo da sollecitarli maggiormente al canto.

Avvicinandoci alla stagione delle cove le femmine andranno alloggiate nelle gabbie singole in modo che si abituino al nuovo ambiente per tempo.

Preferibilmente le gabbie da cova dovranno essere almeno da 60 cm in modo da poter poi separare i futuri piccoli dai genitori, quando si accingeranno alla cova successiva. e lasciare ai genitori la possibilita' di imbeccare attraverso le sbarre.

Quando le femmine vanno in amore (svolazzano, diventano irrequiete, hanno spesso le ali socchiuse come a voler spiccare il volo) ed iniziano a preparare il nido, si introduce il maschio prescelto.

Probabilmente I primi momenti saranno caratterizzati da qualche schermaglia da monitorare discretamente senza intervenire. Se dopo un paio di giorni ancora litigano fortemente, forse siamo di fronte ad una coppia che proprio non si sopporta e conviene separare e formare una nuova coppia prima che uno dei due ci possa lasciare le penne.

La preparazione alle cove e le successive fasi di svezzamento dei pulli, sono fortemente condizionate da una buona alimentazione.

In genere dopo l'accoppiamento la femmina depone 4 / 5 uova di cui l'ultima di un pallido colore azzurrino a distanza di un giorno l’una dall’altra.

Ottima abitudine e' quella di sostituire le uova (possibilmente al massimo entro 2 ore dalla deposizione che in genere avviene di buon mattino) con altre finte, facilmente reperibili in commercio. Questo accorgimento fara' si che, quando alla deposizione dell'ultimo uovo si sostituiranno nuovamente le false uova con quelle vere, I piccoli nasceranno tutti quasi contemporaneamente e avranno quindi   le stesse possibilita' di sopravvivenza.

La conservazione delle uova merita tutta l'attenzione possibile.

Esse andranno custodite in contenitori con uno strato di materiale morbido sul fondo (si possono usare dei semi o del cotone idrofilo o della juta) e vanno rigorosamente girate su se stesse delicatamente almeno 1 o 2 volte al giorno, al fine di evitare che il tuorlo si attacchi al guscio provocando danni all'embrione.

In effetti, in natura le canarine iniziano la vera cova dopo la deposizione del 2 o 3 uovo, abitudine che in gabbia hanno perso.

L'occhio dell'allevatore esperto, pero' sapra' riconoscere l'inizio effettivo della cova anche monitorando le feci della canarina.

Infatti, la canarina, quando inizia la cova, resta sulle uova piu' tempo possibile e si alza solo per evacuare e per alimentarsi (cosa nella quale spesso e' aiutata dal maschio che la imbecca sul nido). Quindi le feci saranno molto abbondanti visto che la futura madre, si liberera' delle stesse tutte contemporaneamente.

La migliore cosa' e' lasciare allevare I piccoli ai genitori fornendo  alimenti idonei .

Se qualche mamma non alleva si puo' tentare di dare i piccoli a balia (altra canarina che ha piccoli di eta' simile senza pero' eccedere nel numero dei canarini affidati (massimo 5). In mancanza di balie, si puo' tentare di allevarli a mano, cosa non semplice e sopratutto che richiede molto tempo.

Ci sono vari metodi per tentare l'allevamento a mano (detto allo stecco) uno potrebbe essere quello di preparare degli estrusi frullati che vanno ammorbiditi fino a formarne una pappetta semi liquida con aggiunta di acqua minerale naturale (senza gas addizionati) e imbeccare i piccoli con una siringa (senza ago) ogni 2 ore fino a 15 giorni, poi, ogni 4 ore.

Altro metodo, se non si vogliono utilizzare gli estrusi, puo' essere quello descritto in alimentazione nidiacei

Quando finalmente i pulli iniziano a mangiare da soli si spostano in gabbie ampie (meglio se da 120  con non piu' di 10 soggetti) in modo che possano ben sviluppare la muscolatura. Se utilizziamo gabbie da 60 non vanno messi piu' di 3 o 4 soggetti.

L'affollamento delle gabbie, oltre a rendere I soggetti nervosi, aumentera' I fenomeni di pica (abitudine dei canarini a spiumarsi a vicenda) che, in caso di eventuale partecipazione a gare potra' essere un elemento negativo nel giudizio dei giudici oltre a sottoporre i soggetti spiumati a un magior dispendio energetico per la formazione di nuove piume.

Per ovviare a questo inconveniente, si puo' utilizzare un cordoncino da legare alla gabbia in modo che I soggetti possano beccarlo e giocarci senza infastidirsi l'un l'altro. Bisogna pero' utilizzare cordoncini di fibra natirale come cocco o cotone.

Altro metodo e' quello di fornire juta da nido, legata in piccoli mazzetti e fissata ad una sbarretta della gabbia.

Altra fase delicata della vita dei canarini e' la muta.

In questo periodo, che generalmente corrisponde all'inizio dell'autunno o della tarda estate (dopo le cove) i novelli cambiano le piume, mentre gli adulti, cambiano anche le timoniere e  remiganti.

Inutile dire che dopo la gia' dura fase di allevamento dei piccoli la muta diventa un forte periodo di stress per I nostri amici alati.

Sarebbe opportuno a questo punto procedere di nuovo alla separazione dei soggetti in modo che qualche ritardatario non importuni il partner. Meglio, avendo a disposizione dei gabbioni, dividere per sesso. In mancanza separare per quanto possibile i maschi dalle femmine.

Le teorie circa l'alimentazione in muta sono diverse. C'e' chi preferisce fornire solo scagliola chi invece come me fornisce piu' alimenti, anche proteici oltre che vitamine.

Inutile dire che fornire semi ed alimenti freschi come frutta e verdure puo' solo far bene ai nostri soggetti.

Non dimentichiamoci di fornire di tanto in tanto anche dei sali minerali.

 

 

 

Si ringrazia Giuseppe Simone per il contributo alla realizzazione di questa pagina

 

Home home