| Gli Ioni negativi (anioni)
sono molecole che hanno catturato un elettrone.
si
formano in natura come conseguenza di molti fenomeni: per frizione fra stati
diversi di aria, generando cariche elettrostatiche, durante i temporali,
vicino alle cascate ecc...
In condizioni naturali, la presenza di ioni positivi e di ioni negativi é
analoga.
Questa proporzione é peró variabile in funzione dei luoghi e degli ambienti.
Se ricordiamo il nostro stato generale prima e dopo un temporale non
ci é difficile associare che il malessere e la pesantezza che proviamo prima
é associato alla alta percentuale di ioni positivi, e la leggerezza e la
vitalitá che proviamo dopo é associata alla elevata percentuale di ioni
negativi.
L'effetto primario degli ioni negativi é quello di eliminare fumi, polveri ed
eventuali sostanze tossiche che inquinano l'aria.
Quando le particelle inquinanti entrano in contatto con gli ioni negativi si
caricano fino ad essere attratte da qualsiasi superficie di carica neutra od
opposta.
La qualità dell'aria che respiriamo
dipende dalla quantità di anioni di ossigeno presenti in essa. L'azione di questi anioni è quella di neutralizzare tutti gli agenti inquinanti che sono
presenti nell'aria come batteri, virus, acari, polline, spore, polveri varie,
cattivi odori, fumo di sigarette, gas di scarico, ecc. che sono causa di
svariate malattie respiratorie e di allergie.
Concentrazione media di anioni in un metro cubo di
aria:
· Alta montagna 1 miliardo
· Collina 200 milioni
· Città pulite 80 milioni
· Città inquinate 20 milioni
· Luoghi chiusi (casa,
ufficio, negozio, ecc.) 5 milioni
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In natura gli anioni sono presenti nell'aria attraverso l'azione dei raggi ultravioletti del
sole, la clorofilla delle piante e soprattutto sono prodotti dalle scariche
elettriche dei fulmini durante i temporali.
Quando diciamo che l'aria che respiriamo in alta montagna ci sembra migliore di
quella che respiriamo in città, diciamo il vero, in quanto l'ossigeno che
respiriamo in alta montagna è più ricco di anioni.
Due sono i fattori che incidono sulla
quantità di anioni presenti nell'aria:
-
il primo è dovuto alla loro neutralizzazione che si determina nel momento in
cui vengono a contatto con le sostanze inquinanti;
- il secondo fattore è dovuto al fatto che il pulviscolo
inquinante si concentra maggiormente sotto i 700-800 metri di altitudine
per azione della pressione atmosferica e della gravità terrestre.
Tutte le particelle
sotto i 6 micron formano la cosiddetta frazione respirabile delle polveri, in
grado di penetrare in profondità nell’apparato respiratorio. Anche gli ioni più
grossi sono enormemente più piccoli di 6 micron (siamo nell’ordine dei
milionesimi di millimetro, anziché dei millesimi), quindi tutti gli ioni sono
potenzialmente in grado di raggiungere gli alveoli polmonari. Il problema è un
altro: gli ioni gassosi respirati, come tali, hanno una vita brevissima, e
cedono la loro carica elettrica alle particelle con cui entrano in collisione,
ionizzandole, aggregandole tra loro e facendole precipitare più o meno
profondamente sulle superfici del sistema respiratorio, a seconda della massa
dell’aggregato che si forma (più è grosso, prima precipita). Il risultato è
che, grandi o piccoli che siano, gli ioni vengono tutti consumati in questo
processo di precipitazione delle particelle. Infatti e’ proprio così che funzionano i
filtri elettrostatici: l’aria viene fatta passare in una barriera di
ionizzazione, dove gli ioni caricano elettrostaticamente le polveri e le fanno
precipitare. All’uscita del filtro, l’aria si trova priva di particelle ma
anche di ioni, in condizioni di neutralità elettrica. Per questo motivo, se
l’aria non è più che pulita, di di ioni a livello alveolare non ne
arrivano… né grandi, né piccoli.
La
ionizzazione dell’aria ed i suoi effetti fanno parte dei fenomeni fisici. Ecco
una semplice soluzione utilizzare lo ionizzatore e pulire l'aria dalle micro
polveri: durante il funzionamentoa appoggiare lo ionizzatore su un foglio di
alluminio per alimenti (tipo domopack alluminio), più grande
dell’apparecchio almeno una decina di centimetri per lato (un po’ di più sul
lato dove sono presenti gli aghetti, circa una quindicina di centimetri). Il
foglio deve essere messo “a terra” (niente collegamenti elettrici, è
sufficiente che sia appoggiato su un mobile o un tavolo in legno o metallo (no
plastica o vetro, no piedini in gomma) a sua volta appoggiato su un pavimento
in piastrelle (no tappeti o moquette). Il foglio si sporcherà in modo
notevolissimo in un tempo più o meno lungo a seconda della quantità di polveri
che c’è nell’aria. Quando il foglio sarà completamente annerito, appallottolarlo e buttarlo nella pattumiera, sostituendolo con uno
nuovo. In questo modo, le particelle elettrizzate non andranno più in giro ma precipiteranno sul foglio.
Quando l’aria sarà abbastanza ripulita, gli ioni non saranno più consumati
dalla precipitazione delle polveri e saranno liberi di diffondersi nell’aria
dell’ambiente, e si potrà quindi goderne gli indubbi benefici senza rischi.
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