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E' sempre questione di piumaggio   di Claudio Capozzi

 

Una delle principali cause di degenerazione in un ceppo di gloster e' la scarsa attenzione nella voce dello standard relativa al piumaggio.

 Essa cita: <<Perfettamente liscio, aderente e brillante che delinea nettamente i contorni sia visto dall' alto che di profilo. Costituiscono difetto gravissimo le penne delle guance rivolte verso l' alto che determinano i “favoriti”. Ali sempre chiuse portate ben aderenti al corpo senza comprimere il piumaggio>>.

 Sono previsti 15 punti, forse sembrano pochi, ma un piumaggio lungo, influenzando la taglia (20 p.) si ripercuoterà negativamente sulla stessa, cosi' per esempio, un piumaggio sbuffato non darà una buona immagine del corpo influenzando anche quindi quest' altra voce (20 p.) altrettanto importante. Anche la coda (5 p.) è costituita dal piumaggio, ed infine la corona e la testa avranno la giusta dimensione e forma in base al tipo di piume di cui sono costituiti (sempre 20 p.).

  La comprensione del piumaggio e' pero' tanto importante quanto complicata.

 L' argomento e' molto vasto in quanto richiede sia un analisi sulla anatomia della piuma, sia sulla comprensione dei colori, nonche' della loro genetica.

 Partiamo innanzi tutto col dire che per penne intendiamo quelle delle ali (dette remiganti e copritrici) e quelle della coda (dette timoniere). Le remiganti si distinguono in: primarie e secondarie, mentre le copritrici si distinguono in: piccole, medie e grandi.

 Una piuma e' costituita da uno scapo che ha la sua radice nella pelle, mentre la parte nuda che fuoriesce, e' detta calamo. La parte superiore e' chiamata rachide e su di esso troviamo un doppio vessillo costituito da barbe, barbule ed uncini. Nelle penne, questi uncini sono molto numerosi in quanto tengono compatta la penna per porre resistenza all' aria durante il volo. Questi uncini nelle piume sono molto ridotti, soprattutto alla base, ed e' tale mancanza a determinare un piumaggio piu' o meno compatto. Molto probabilmente in alcuni colori questi uncini sono in numero ridotto e proprio questa riduzione che lega un colore con il tipo di piumaggio.

 La prima grande distinzione che facciamo riguarda la categoria, che si divide in intenso e in brinato (mosaico non la consideriamo perche' nei gloster ancora non ne ho visti, anche se un mio amico si sta adoperando in merito...).

 L' intenso ha una piuma colorata fino all' apice, si presenta dura e corta rispetto alla brinata ed ha una consistenza piu' sottile. In opposizione abbiamo il piumaggio brinato, esso non presenta una colorazione completa, e sembra che i soggetti siano macchiati con una brina sul dorso. La piuma e' di tipo morbido ed essa conferisce al canarino un aspetto piu' voluminoso. Questo e' il motivo per cui spesso, soprattutto in passato, si sono preferiti accoppiamenti tra brinati.

 Questi tipi di canarini sono ben distinguibili tra loro nelle razze in cui tale suddivisione rappresenta una voce importante nella scala valori della scheda di giudizio ai fini espositivi. Nel gloster ovviamente non e' cosi, ed e’ per questo motivo che alleviamo molti canarini di tipo intermedio, soprattutto negli intensi. Difatti, i nostri intensi, soprattutto quelli che vincono alle mostre sono con un piumaggio lungo, il colore della piuma non e' del tutto esteso fino all' apice, infatti analizzando ben da vicino i soggetti si vede che hanno delle brinature sul dorso. Questo difetto oltre al derivare dalla selezione, (difatti preferiamo intensi a piuma lunga) deriva soprattutto dal tipo di brinato che alleviamo ed utilizziamo: esso e' molto povero di colore tanto che molte femmine che siamo soliti chiamare verdi, un estraneo al nostro mondo le definirebbe dei canarini marroni, ed alcune, con poca luce naturale di contorno, sembrano delle ardesia. Dei colori pero' parleremo piu' avanti…

 Un'altra cosa che vorrei sottolineare e' che un soggetto brinato, e' tendenzialmente un canarino piu' calmo, a volte quasi statico, i maschi entrano in forma con piu' ritardo, ma spesso sono dei padri piu' premurosi. D' altro canto gli intensi sono piu' nervosi, si agitano di continuo da un posatoio all' altro e questo loro movimento li rende nell' aspetto piu poveri di corpo rispetto ai brinati. Il colore intenso e' dominante rispetto al brinato, e non e' letale se viene accoppiato in purezza; infatti possiamo avere degli intensi con il doppio fattore. A tal proposito e' da notare un fenomeno che si riscontra nell' accoppiare due intensi: se li accoppiamo tra loro e presentano lo stesso difetto, e cioe' la brinatura sul dorso, quest' ultima invece di evidenziarsi maggiormente nella discendenza tende a sparire, cio' accade perche' il difetto e' dovuto ad una piuma non molto corta, che con questo tipo di accoppiamento si riduce nella prole, ed il colore raggiunge l' apice. D' altro canto lo stesso fenomeno si riscontra se accoppiamo tra loro due brinati a piuma corta, vedremo che col tempo i piumaggi verrano sempre piu' lunghi. Ecco l' importanza nel dosare sempre gli intensi con i brinati.

 Il tipo di canarino ci e' dato dal disegno; Esso e' costituito dalle striature sul dorso e sui fianchi, dalle vergature presenti nelle spalle e dalle marcature della coda ed ali. Questi canarini detti melanici presentano dei pigmenti che sintetizzano direttamente dalla pelle. Essi si chiamano eumelenine, e feomelanine. La combinazione di questi elementi ci da il tipo di disegno.

 Partiamo dal verde. Esso e' il colore ancestrale, dovrebbe avere un colore molto brillante, vivo e non smorto. Nei canarini di razza verde; il bruno e le sue tracce sono scomparsi. Oggi si chiamano canarini nero a fondo giallo, prima invece erono chiamati nerobruni. A noi glosteristi, ovviamente, la presenza piu' o meno di bruno non ci interessa da un punto di vista espositivo. Nel verde il cui colore di fondo e' dato dal giallo sono presenti molte gradazioni, ma il marrone a cui facevo riferimento prima e' il peggiore. Quando i canarini mostrano questo tipo di verde, i motivi possono essere due: o la piuma e' troppo lunga tanto da non colorarsi fino all' apice, o manca il colore giallo nei suoi parentali, ovviamente parliamo di un giallo vivo.

 Nei verdi, e' importante osservare le striature presenti sul dorso. In base alla loro grossolanita' possiamo gia' capire il tipo di piumaggio di cui il canarino e' dotato, ma sopratutto dovremmo prestare molta attenzione al fatto che le striature siano parallele tra loro. Infatti cio' puo' essere gia' indice di un piumaggio ben tenuto dal canarino e quando non si presenta cosi', il soggetto potrebbe avere una mantellina sul dorso, oppure accoppiato ad un partner con lo stesso difetto, possono nascere soggetti con la mantellina che e' caratteristica dei crest e non dei gloster, oltre, ovviamente, a non essere gradevole nella visione dell' insieme del canarino.

 Negli intensi le striature sono molto piu' sottili, mentre quelle dei fianchi, sono maggiormente presenti nelle femmine. Importante per un buon piumaggio e' che le striature debbano partire dalla testa e che siano ben distinguibili sulla stessa. In quei canarini “marroni” esse sembrano confondersi con il colore di fondo, quasi a sparire del tutto.

 Per il cinammon, in Inghilterra si intende sia il colore bruno che l' isabella, noi intendiamo solo il bruno, che come il verde appartiene ai cosiddetti canarini ossidati, a differenza dei diluiti che comprendono tra l' altro l' agata e l' isabella.

 L' ossidazione si nota maggiormente nei verdi, che presentano il becco e le zampe scure, soprattutto se allevati all' aperto in quanto l' esposizione diretta dei raggi solari esalta il nero degli stessi. I soggetti che presentano maggiore ossidazione, hanno di solito un piumaggio piu' duro, mentre soggetti poveri di colore spesso presentano zampe molto carnicine. Ovviamente va prestata attenzione a quelli che sono la maggior parte dei gloster presenti, e cioe' i pezzati che presentano quasi sempre le zampe carnicine, o nella migliore delle ipotesi hanno anche le zampe pezzate, ma in questo caso la mancanza di ossidazione non e' un difetto, semplicemente perche' prevale la parte lipocromica del colore.

 Il bruno e' forse la prima mutazione che e' apparsa nei canarini, al riguardo si e' parlato gia' in un trattato dell' anno 1700.

 Il bruno e' una mutazione recessiva legata al sesso, quindi non avremo mai femmine portatrici di cinammon. In esso notiamo che la eumelanina nera viene sostituita da quella bruna ed il canarino assume un colore piu' caldo ed un piumaggio piu' soffice rispetto al verde. La regola vuole che non bisogna accoppiare i cinammon tra di loro, almeno per non piu' di una generazione perche' il fattore cinammon ha la capacita di ridurre il volume della testa, ma ha anche il “pregio”, per noi glosteristi, di ridurre la taglia... Quello che pero' e' il vero bel vantaggio del cinammon e' la sericita' che acquista il piumaggio...

 Un buon cinammon ha un piumaggio ben attaccato al corpo, soffice, e se e' dotato di una buona carica lipocromica, pieno di colore... ecco perche' questi soggetti vengono spesso utilizzati per migliorare il piumaggio nel ceppo di canarini che abbiamo a disposizione. L' errore piu' grande che possiamo fare pero' e' pensare che con un buon cinammon risolviamo tutti i problemi legati al piumaggio. Lo stesso errore viene fatto anche da chi avendo piumaggi troppo lunghi e soffici pensa di risolvere tutto con un buon intenso... in questi casi, tutto cio' che avremo, sara' solo dei brutti cinammon o portatori di cinammon, oppure brutti intensi. Il piumaggio si migliora solo tramite oculati accoppiamenti, e solo nel tempo si vedono i risultati.

 Io preferisco accoppiare i cinammon con dei gialli pezzati, i cinammon danno la compattezza al piumaggio mentre i gialli conferiscono una buona voluminosita', ma soprattutto danno colore e luce al cinammon. Quando i cinammon sono accoppiati ai verdi, si nota nel bruno delle caratteristiche macchie verdognole, non belle da vedere, mentre nei verdi, si nota un forte inquinamento di bruno. Ovviamente se l' accoppiamento e' sporadico sara' difficile notare questi difetti nel colore, mentre se ripetuto sara' maggiormente visibile.

 Il colore agata e' uno degli ultimi nati, ma bei gloster gia' si vedono, anche se non sempre siamo vicini agli standard di eccellenza. Il motivo principale e' dovuto al particolare tipo di piumaggio dell' agata, in genere di tipo corto. Anche l' agata ha un comportamento recessivo legato al sesso come il bruno, ma a differenza di quest' ultimo appartiene al genere dei diluiti. Il canarino si presenta con una riduzione del bruno, che esalta il nero. Il disegno anche esso subisce delle differenze rispetto al nero, infatti le striature sono molto piu' sottili, ma sopratutto non hanno la carattestica forma a binario, ma viene definito a chicchi di riso, anche se pero' nei gloster, venendo accoppiati con i verdi, hanno perso questa loro caratteristica. Le zampe ed il becco sono molto piu' chiare, quasi carnicine. Nell' insieme il canarino sembra avere il colore di fondo tendente al grigio.L' isabella non e' una vera e propria mutazione ma una sovrapposizione tra due colori grazie ad un legge di genetica che si chiama femoneno del crossing-over. Con il termine inglese crossing-over (sovrapposizione incrociata) si descrive lo scambio di segmenti tra cromatidi di cromosomi omologhi durante la sinapsi nella profase I della meiosi. In questo modo i cromosomi figli presentano un diverso riassorbimento del patrimonio ereditario (Zanichelli). L' isabella nasce proprio dalla sovrapposizione del bruno con l' agata, tanto che alcuni lo definiscono come un bruno diluito. Siccome nasce dall' unione dei colori detti sopra tra cui l' agata, ancora poco diffuso, di soggetti isabella decenti, se ne vedono ancora molto pochi; In mostra scambio ne ho visto uno all' ultimo campionato italiano di Piacenza, ma l' allevatore lo vendeva come cinammon non essendosi accorto che si trattava di un isabella. La regola base vuole che non si devono accoppiare mai canarini ossidati con quelli diluiti, cio' per non sovrapporre quelle che sono le distinte caratteristiche dei colori ed avere dei tipi intermedi, ma ovviamente per noi glosteristi il fatto che le zampe siano piu' o meno ossidate o le stiature siano piu' cariche di bruno o meno, non deve importare piu' di tanto.

 Tutti questi tipi di canarini sono ovviamente anche interessati dalla cartegoria cosiddetta apigmentata, che come dice il nome non sintetizzano il pigmento giallo, il fondo del colore non e' piu' giallo ma bianco, ed i canarini vengono chiamati: ardesia per i verdi a fondo bianco, ed argento gli altri. Il bruno argento viene chiamato fawn in inghilterra, e ovviamente anche in italia ora viene citato spesso cosi'.

 L' ardesia e' un colore molto importante perche' questi canarini, se ben selezionati, dovrebbero avere una piuma molto dura, a tutto vantaggio di quelli che potrebbero essere i problemi legati anche a patologie del piumaggio, parlo ovviamente dei lumps. Il colore ardesia cosi' come il bianco, e' geneticamente dominante, ma a differenza del fattore ciuffo e della categoria intenso, e' un fattore letale, quindi non avremo mai un doppio fattore bianco o ardesia. Nei canarini di colore esiste anche la varieta' recessiva ma nei canarini di forma e posizione di tipo vecchio questa varieta' non e' stata ancora introdotta… e tutto sommato meglio cosi'!

 I fawn, in teoria, se la selezione ha seguito la giusta strada, essendo frutto della linea degli ardesia che dovrebbero avere una piuma di tipo duro, e dei cinammon che invece dovrebbero avere una piuma morbida, potranno essere con soggetti che conciliano un ottima qualità intermedia di piumaggio… ovviamente se la partenza non e' eccezionale, il risultato difficilmente sara' buono…

 Nella categoria dei lipocromici ovviamente troviamo sia i gialli che i bianchi, ci sarebbero anche gli avorio, ma di gloster cosi' ancora non se ne vedono… almeno per i prossimi anni. Questi colori sono molto belli ed appariscenti e quando viene esposto un bianco con il ciuffo ardesia, riscuote sempre molti sguardi di ammirazione, anche se da un punto di vista tecnico pero' bisogna dire che difficilmente questi colori possono competere con i melanici sopra menzionati. Questo perche' i lipocromici hanno un piumaggio abbondante che nei peggiori soggetti sfocia in quei brutti sbuffi che tanto rovinano la silhouette del corpo ed il motivo potrebbe essere una minore quantita' di uncini nelle barbule, ma solo delle analisi microscopiche potrebbero chiarire queste mie supposizioni... Inoltre per effetto dell' abbondanza di piumaggio danno un impressione di taglia maggiore. Io ho ottenuto buoni risultati nell' accoppiare soggetti ardesia a piuma dura con soggetti gialli con piumaggio di tipo medio (per intenderci non quelli sbuffati, da scartare assolutamente). Cosi' facendo ho ottenuto dei bei bianchi, con piumaggi molto buoni. Si tratta comunque di pezzati, la cui estensione delle pezzature varia in base alla fortuna dell' allevatore… un mio amico, ex allevatore di gloster, da quest' accoppiamento ha ottenuto anche degli unicolori lipocromici… ma si diceva che se questo allevatore accoppiava due consort tra loro, sarebbero nati tutti corona di qualita' eccellente!

 A parte gli scherzi noi glosteristi, anche se affascinati dai tanti colori, non possiamo selezionare i gloster solo per questo. Quello che deve interessare sono i relativi piumaggi, condizionati sia dai colori ma soprattutto dagli accoppiamenti che li hanno generati. Un pezzato giallo/verde anche se nell' aspetto potrebbe essere con una predominanza lipocromica, in realta', come tipo di piumaggio, potrebbe essere piu' vicino ad un verde e viceversa. Quindi non dobbiamo fermarci all' aspetto visivo del colore ma analizzare piu' profondamente il tipo di piumaggio, anche da un punto di vista genetico dei parentali, per esempio un canarino che proviene da un bruno, darà piu' sericità al piumaggio nella discendenza ecc… Questo e' il vero segreto che ogni allevatore acquisisce con il tempo. La consistenza del tipo di piumaggio la constatiamo da molti elementi, e nessuno tra questi e' piu' importante degli altri, ma dalla somma di tutto cio' valutiamo il piumaggio del soggetto che abbiamo dinanzi. Primo abbiamo l' aspetto genetico dei parentali, poi quello tattile… ogni soggetto andrebbe preso e toccato con le dita il piumaggio dell' addome, possiamo gia' capire la finezza e setosita' del piumaggio, poi possiamo guardare le striature, sia sulla testa che sul dorso, e quelle dei fianchi, possiamo notare se presenta sbuffi di piumaggio sia laterali sia quelli della faccia, i cosiddetti favoriti, infine possiamo valutare la carica lipocromica del soggetto. Alla fine di queste valutazioni ovviamente troveremo che tra i due tipi di piumaggi piu' opposti che possano esistere, noteremo un infinita' di tipi intermedi, ed e' proprio questa grande variabilita' e la loro combinazione genica che fara' di ogni allevamento un mondo a se'… vi saluto, ed occhio alla penna…

 

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